Il caso raccontato da Il Post evidenzia come i data center possano diventare un volano per la rigenerazione territoriale, generando al tempo stesso un dibattito sulle sfide infrastrutturali e ambientali che accompagnano la trasformazione digitale.
Pregnana Milanese, comune dell’hinterland nord-occidentale di Milano con poco più di 7.000 abitanti, si prepara a ospitare tre nuovi data center che sorgeranno su aree industriali dismesse precedentemente occupate da Olivetti, Citroën e Iveco-CNH. Complessivamente, gli interventi interesseranno circa 500.000 metri quadrati, rappresentando uno degli esempi più significativi dell’espansione del settore dei data center in Lombardia e in Italia.
Secondo quanto riportato da Il Post, il progetto consentirà di recuperare e bonificare vaste aree industriali oggi inutilizzate, trasformandole in infrastrutture strategiche per l’economia digitale. L’amministrazione comunale stima inoltre introiti compresi tra 25 e 30 milioni di euro tra oneri di urbanizzazione e compensazioni ambientali, una cifra pari a circa cinque volte il bilancio annuale del Comune.
Il caso di Pregnana si inserisce in un fenomeno più ampio che vede l’area milanese confermarsi come uno dei principali hub europei per i data center. Nel raggio di 30 chilometri dal comune sono presenti decine di strutture operative, in costruzione o in fase progettuale. Secondo l’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, negli ultimi tre anni il settore ha attratto in Italia circa 7 miliardi di euro di investimenti.
Tra i progetti più avanzati figura quello dell’ex area Citroën, dove il data center dovrebbe entrare in funzione entro il 2028. Come ricordato nell’articolo, i tempi medi di realizzazione di un data center sono di circa 32 mesi, dato evidenziato anche da IDA – Italian Datacenter Association.
L’esperienza di Pregnana mette in luce alcuni dei principali temi che accompagnano lo sviluppo del settore: da un lato la capacità dei data center di attrarre investimenti, riqualificare aree dismesse e generare nuove risorse per i territori; dall’altro la necessità di affrontare in modo strutturato questioni legate al consumo di suolo, all’approvvigionamento energetico, all’utilizzo dell’acqua e alla pianificazione infrastrutturale.
Proprio per rispondere a queste esigenze, la Regione Lombardia ha recentemente introdotto una normativa dedicata ai data center, con l’obiettivo di rendere più omogenee le procedure autorizzative e favorire una pianificazione coordinata degli interventi sul territorio.
Il caso di Pregnana dimostra come i data center stiano assumendo un ruolo sempre più centrale nello sviluppo economico locale e nazionale. La sfida sarà accompagnare questa crescita con strumenti normativi adeguati, una pianificazione condivisa e un confronto trasparente tra istituzioni, cittadini e operatori del settore, affinché l’espansione delle infrastrutture digitali possa contribuire in modo sostenibile alla competitività del Paese e alla valorizzazione di aree già urbanizzate.
























































































































































































































































































