Un recente articolo pubblicato da Domani ha acceso il dibattito sulla proposta della Commissione Europea relativa all’introduzione di un sistema di classificazione energetica per i data center, evidenziando alcune criticità che potrebbero penalizzare i Paesi dell’Europa meridionale, tra cui l’Italia.
La proposta di Bruxelles punta a sostenere la crescita della capacità di calcolo europea, con l’obiettivo di triplicarla entro il 2030, introducendo un sistema di valutazione basato su indicatori di efficienza energetica. Tuttavia, secondo quanto riportato nell’articolo, il modello attualmente previsto applicherebbe gli stessi criteri a infrastrutture situate in contesti climatici molto diversi tra loro.
Come evidenziato da IDA – Italian Datacenter Association, un approccio uniforme rischia di non tenere adeguatamente conto delle caratteristiche ambientali dei diversi territori europei. Le esigenze di raffreddamento di un data center situato nell’area mediterranea, infatti, sono inevitabilmente differenti rispetto a quelle di strutture collocate nei Paesi del Nord Europa, con un impatto diretto sugli indicatori di efficienza energetica utilizzati per la classificazione.
Secondo l’Associazione, un sistema che non considera tali differenze potrebbe generare effetti distorsivi sul mercato, influenzando le decisioni degli investitori e penalizzando territori che stanno lavorando per attrarre nuove infrastrutture digitali strategiche. L’Italia, in particolare, è impegnata a consolidare il proprio ruolo di hub digitale nel Mediterraneo, favorendo la distribuzione degli investimenti sul territorio e contribuendo allo sviluppo della capacità di calcolo europea.
IDA ribadisce quindi l’importanza di adottare criteri di valutazione che riflettano le reali condizioni operative dei data center e garantiscano condizioni competitive omogenee tra tutti gli Stati membri. Un quadro normativo equilibrato può infatti sostenere gli obiettivi di sostenibilità dell’Unione Europea senza compromettere lo sviluppo delle infrastrutture digitali necessarie alla crescita economica e all’innovazione del continente.





























































































































































































































































































