Data center, Beltramino: “Senza tempi certi l’Italia rischia di perdere investimenti”

Il riconoscimento dei data center come infrastrutture strategiche segna un passaggio rilevante per lo sviluppo digitale del Paese. Tuttavia, il vero punto critico resta la capacità di tradurre questo avanzamento normativo in processi concreti, chiari e prevedibili. È questo il messaggio centrale dell’intervista rilasciata a Corriere Comunicazioni da Luca Beltramino, Presidente di Italian Datacenter Association (IDA), che sottolinea come l’Italia si trovi oggi in una fase decisiva per il futuro del settore.

Negli ultimi mesi, infatti, il comparto ha visto un’evoluzione significativa sul piano legislativo, con un crescente riconoscimento del ruolo strategico dei data center per la competitività economica e la trasformazione digitale. Tuttavia, secondo Beltramino, la vera sfida inizia ora: passare dalla definizione delle norme alla loro attuazione efficace.

Uno dei principali ostacoli individuati riguarda la frammentazione dei processi autorizzativi. La realizzazione di un data center può coinvolgere numerosi enti a diversi livelli istituzionali – dallo Stato alle Regioni, fino ai Comuni e alle autorità ambientali – ciascuno con tempistiche, procedure e interpretazioni normative differenti. Una complessità che rischia di rallentare l’avvio dei progetti e di generare incertezza per gli operatori.

A questo si aggiungono altri nodi cruciali per lo sviluppo del settore. Tra questi, la disponibilità di energia elettrica – elemento essenziale per infrastrutture ad alta intensità energetica – e i tempi legati alle valutazioni di impatto ambientale, che rappresentano passaggi fondamentali ma spesso non allineati con le esigenze di rapidità del mercato.

In un contesto europeo sempre più competitivo, la mancanza di procedure uniformi e tempistiche certe rischia quindi di penalizzare l’Italia nella corsa agli investimenti. Paesi come Spagna e quelli del Nord Europa, caratterizzati da iter più rapidi e prevedibili, risultano oggi più attrattivi per gli operatori internazionali.

Secondo IDA, intervenire su questi aspetti è fondamentale per permettere al Paese di cogliere appieno le opportunità offerte dalla crescita della domanda di infrastrutture digitali, trainata da cloud, intelligenza artificiale e servizi avanzati. In questo scenario, l’associazione si propone come interlocutore attivo tra imprese, istituzioni e territori, con l’obiettivo di favorire un approccio coordinato e sostenibile allo sviluppo dei data center in Italia.

Il settore non rappresenta solo un ambito tecnologico, ma un elemento chiave per la competitività industriale, l’attrazione di capitali e il rafforzamento della sovranità digitale. La capacità di rendere più efficienti i processi autorizzativi sarà quindi determinante per il posizionamento del Paese nei prossimi anni.

Leggi l’intervista completa: https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/data-center-beltramino-senza-tempi-certi-litalia-rischia-di-perdere-investimenti/

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